Il carbone vegetale (o carbone attivo) è un prodotto naturale dalle straordinarie proprietà assorbenti, utilizzato oggi sia in ambito medico sia come ingrediente di tendenza nella cucina contemporanea.
- STORIA
Gli antichi Egizi lo utilizzavano già nel 1500 a.C. Per purificare l’acqua e curare infezioni. Nel corso dei secoli, la medicina ne ha approfondito lo studio, scoprendo nell’800 la sua incredibile capacità di intrappolare i gas intestinali e i veleni.
- LAVORAZIONE
Si ottiene tramite la combustione controllata di legname o gusci di frutta in assenza di ossigeno (pirolisi). Successivamente, subisce un processo di attivazione con vapore o gas ad altissime temperature. Questo passaggio crea milioni di microscopici pori sulla sua superficie, trasformandolo in una spugna molecolare capace di trattenere impurità e tossine.
- PROVENIENZA
Le materie prime variano in base all’uso. I carboni vegetali di maggiore qualità (alimentari e farmaceutici) derivano dai gusci di noci di cocco, dal legno di bambù, di betulla o di pioppo. Le principali coltivazioni e aree di produzione si trovano Sud-Est asiatico ed Europa.
- UTILIZZO IN CUCINA
Viene impiegato principalmente come colorante naturale (E153). La consistenza la palato è particolare e conferisce al prodotto una sottile granulosità caratteristica, garantendo anche un colore nero molto intenso.
- CURIOSITA’
Il test del veleno – Nel 1831, il farmacista francese Pierre-Fleurus Touéry dimostrò l’ efficacia del carbone attivo davanti all’Accademia di Medicina di Parigi ingerendo una dose letale di stricnina mescolata a carbone vegetale. Sopravvisse senza alcun danno.
Ambito veterinario – Nelle cliniche veterinarie, il carbone vegetale in polvere o in gel è il primo rimedio salvavita somministrato a cani e gatti che hanno ingerito accidentalmente piante tossiche, cioccolato o veleno per topi.

