PASTA: SECCA O FRESCA? TUTTO QUELLO CHE NON SAI SUL PIATTO PIÙ AMATO D’ITALIA

Maggio 24, 2022

Se c’è un cibo capace di mettere d’accordo tutti, quello è la pasta. Ma vi siete mai chiesti come un semplice mix di acqua e farina sia diventato il simbolo indiscusso della cucina italiana?

  • STORIA

La storia della pasta è un’avventura incredibile. Già gli antichi romani ne mangiavano una versione primordiale (la lagana), ma la vera svolta per la pasta fresca arriva con gli Arabi in Sicilia, intorno al IX sec. Avevano bisogno di un cibo che non andasse a male durante i lunghi viaggi nel deserto, così inventarono l’essiccazione.

Da Palermo la tecnica risalì fino a Napoli. Qui successe la magia: grazie al clima ventilato, perfetto per far asciugare gli spaghetti all’aperto, la città divenne la città mondiale della pasta.

  • IL GRANDE BIVIO: SECCA VS FRESCA

Ogni volta che apriamo la dispensa, ci troviamo di fronte ad una scelta. Ma cosa cambia davvero tra le due categorie?

La pasta secca – è la regina della quotidianità. Per legge si fa solo con semola di grano duro e acqua. Il segreto di quella di qualità? La trafilatura in bronzo, che rende la superficie ruvida e porosa, perfetta per “aggrappare” il sugo. L’essiccazione poi riduce l’umidità sotto il 12,5%, permettendoci di conservarla per anni.

La pasta fresca – il profumo della domenica e della tradizione. Qui si usano farina di grano tenero, semola e uova. Ha un’umidità altissima, si cuoce in un lampo e va mangiata nel giro di pochi giorni.

  • CURIOSITÀ

Marco Polo non c’entra! – Dimenticate la leggenda: l’esploratore veneziano non ha portato gli spaghetti dalla Cina nel 1295. in Italia si produceva già la pasta secca da secoli. I cinesi hanno semplicemente creato la loro versione in parallelo.

Prima si mangiava… dolce? – Per secoli la pasta è stata consumata rigorosamente in bianco, condita con formaggio, zucchero e persino cannella. Il pomodoro è entrato in gioco solo alla fine del Settecento.

Napoletani “mangiafoglia” – prima di diventare i re dei maccheroni, i napoletani erano chiamati “mangiafoglia” perchè la loro dieta si basava sulle verdure. La pasta divenne il piatto del popolo solo nel Seicento, con l’invenzione dei primi macchinari industriali che ne abbatterono i prezzo.

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